Oltre ai prestiti finalizzati all’acquisto di beni o servizi, richiesti generalmente per importi di modesta entità rimborsabili nel giro di pochi mesi, è possibile anche ottenere prestiti dalla durata pluriennale, non finalizzati, con scadenza variabile tra 5 o 10 anni. Gli stessi mutui potrebbero a ben ragione essere considerati dei prestiti pluriennali, ma a differenza di questi hanno una destinazione specifica e ben dimostrata. I principali vantaggi dei prestiti pluriennali sono riscontrabili negli interessi a tasso fisso, invariabili per l’intera durata del contratto, e nei tassi annui effettivi globali (Taeg) mediamente inferiori rispetto a quelli dei prestiti a più breve scadenza. I prestiti pluriennali si possono richiedere per importi variabili, fino a 60mila euro o fino al massimo consentito dal reddito e dalle garanzie portate dal richiedente. Al momento della richiesta è necessario presentare un documento d’identità e dimostrare di avere un reddito adeguato per assicurare la sostenibilità del prestito; il saldo del debito e degli interessi avviene nei tempi e nelle modalità stabilite al momento dell’erogazione nel piano di ammortamento accordato. Fra i documenti richiesti vi sono dunque la busta paga e un certificato salariale stilato dal datore di lavoro; può essere necessaria una determinata anzianità lavorativa, con annesso trattamento di fine rapporto, o una polizza vita da almeno tre anni. Per importi particolarmente elevati le banche e gli enti finanziari possono richiedere ulteriori garanzie a copertura del rischio d’insolvenza. La tipologia più diffusa di prestito pluriennale è senz’altro la cessione del quinto dello stipendio; per i dipendenti e i pensionati della pubblica amministrazione, l’Inpdap eroga degli appositi prestiti pluriennali a tassi agevolati.