L’esigenza di accesso al credito non riguarda solo mutui e grandi investimenti: spesso, le piccole spese più o meno ordinarie di tutti i giorni richiedono piccoli prestiti. Il vantaggio per chi ha bisogno di un finanziamento di entità modesta sta nella relativa facilità con la quale lo si può ottenere, grazie anche al moltiplicarsi di offerte pensate proprio per i consumatori, e alle tempistiche ridotte rispetto alle procedure per crediti di natura più impegnativa. Quando si parla di importi che variano dai 1.500 ai 5.000 euro, le società finanziarie generalmente non richiedono alcuna garanzia se non la busta paga, un documento d’identità e il codice fiscale. Né è necessario avere un contratto a tempo indeterminato: per i lavoratori autonomi è sufficiente presentare il modello unico, mentre per i prestiti a studenti e pensionati esistono offerte ad hoc con tassi agevolati. Bisogna però poter dimostrare di non essere cattivi pagatori ed è sempre valido il requisito della maggiore età. Gli importi vengono solitamente erogati tramite assegno circolare, bonifico bancario e sempre più spesso con il ricorso a carte di credito revolving o alla cessione del quinto dello stipendio. I piccoli prestiti non sono quasi mai finalizzati, hanno mediamente tassi fissi e le rate sono mensili (mediamente tra 12 e 36) e costanti nel tempo. Si può ovviamente procedere all’estinzione del debito in anticipo rispetto al piano di pagamento previsto, risparmiando così su una parte degli interessi dovuti. I dipendenti della pubblica amministrazione hanno poi la possibilità di ricorre ai “Piccoli prestiti” dell’Inpdap a tassi agevolati.