Vista l’importanza che l’accesso al credito e alla liquidità ricopre nella nostra economia, tanto per i risparmiatori quanto per le imprese, non stupisce che la normativa sui prestiti sia ampia, stringente e puntuale su molti fronti. Così, ampio spazio è dedicato al tema dei prestiti sul Codice civile: l’intero Libro Quarto è dedicato alle obbligazioni, con il Titolo V “Dei titoli di credito” (articoli 1992-2027). Prestiti online 24 ore vi segnala, tra i tanti, gli articoli 1813 e seguenti sui mutui, l’articolo 1936 che definisce l’istituto della fideiussione recependolo dal diritto romano e l’articolo 2624 stabilisce le norme di riferimento per i prestiti e le garanzie delle società. Occorre poi ricordare i Dpr 180 e 895 del 1950 che, insieme alla legge 80/2005, regolano la pratica della cessione del quinto dello stipendio. La legge 386 del 1990 sanziona invece l’utilizzo improprio e il rilascio illecito di assegni, mentre la legge 197 del 1991 introduce una nuova normativa sull’antiriciclaggio di denaro che coinvolge carte di credito e, più in generale, le pratiche portata avanti da banche ed enti finanziari. La legge 154 del 1992 e la 385 del 1993 disciplinano la trasparenza dei rapporti tra istituti bancari e clienti, sancendo le norme a tutela dei risparmiatori che ingiungono alle banche di chiarire condizioni, clausole e tassi d’interesse dei prestiti e di qualsiasi operazione effettuata. Fondamentale la legge 108 del 1996, che fissa il tasso di usura nella misura del tasso medio effettivo praticato globalmente da banche e istituti (rilevato trimestralmente dalla Banca d’Italia) maggiorato del 50 per cento. La legge 235 del 2000, infine, stabilisce un termine di 12 mesi entro il quale un debitore protestato può procedere a saldare il dovuto e vedere il proprio nome cancellato dagli elenchi dei protesti cambiari, creando al contempo un Registro informatico per assicurare la pubblicità delle informazioni.