La crisi finanziaria internazionale originata negli Stati Uniti a seguito del crollo dei mutui subprime si è ormai estesa all’intero mondo del credito, generando una stretta sulla liquidità della quale ancora non si intravede la fine. Per sostenere le imprese e invertire il calo dei consumi, il governo italiano, in linea con un progetto in 6 punti elaborato dall’Unione Europea, ha stabilito la messa in atto di un piano di garanzia sui prestiti interbancari, con efficacia di qui al 31 dicembre 2009. Il piano prevede la concessione di garanzie, assicurazioni e acquisti diretti sui nuovi debiti a medio termine delle banche. L’intervento, però, sarà integrato nel mercato nel pieno rispetto delle regole di concorrenza, in modo tale da non generare anomalie e da consentire a tutte le istituzioni di credito di trarne giovamento. È prevista inoltre l’istituzione di un apposito fondo di garanzia sui prestiti alle Pmi, il cui ammontare era stato originariamente fissato a 600 milioni di euro. Il 4 novembre 2008 il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola ha annunciato che l’importo stanziato sarebbe salito a 650 milioni di euro, e l’accesso al fondo è stato esteso anche agli artigiani. Tra le richieste avanzate dalle imprese sul fronte delle garanzie per i prestiti, vi sono anche il potenziamento del fondo Confidi, l’indeducibilità del 40% sugli interessi passivi, la detassazione degli utili reinvestiti e un limite di 1 milione di euro per la compensazione automatica del credito d’imposta.