La durata di un prestito può essere di breve, medio o lungo periodo, aumentando generalmente di pari passo con l’importo richiesto. Così, i piccoli prestiti hanno durata compresa tra i 12 e i 36 mesi, molti prestiti a studenti hanno durata massima di un anno, il leasing non supera generalmente i 5 anni (60 mesi), il prestito obbligazionario varia in media tra 3 e 10 anni (ma i Bot statali possono anche essere trimestrali) e i prestiti auto prevedono il saldo del debito entro un minimo di 6 mesi e un massimo di 5 anni. La durata del social lending, coerentemente con la natura “personalizzata” di questo genere di finanziamenti peer-to-peer, può essere liberamente concordata dalle parti in causa, seppure entro certi limiti ragionevoli. Per i prestiti a dipendenti, quali la cessione del quinto o il prestito delega, la durata varia tra i 12 mesi e i 10 anni. I prestiti pluriennali, come indicato dal nome stesso, hanno una durata di 5 o 10 anni, e i mutui possono raggiungere i 15, 20, 30 o persino 40 anni. Man mano che aumenta la durata, il Taeg scende e con esso la rata del prestito; nondimeno, è bene mettere in relazione la durata del prestito al tasso d’interesse per verificarne la convenienza effettiva. Esistono poi forme di prestito vitalizio, che consistono in finanziamenti a lungo termine con ipoteca su un immobile e che consentono di ottenere importi piuttosto elevati. In questo caso, il rimborso è effettuato dagli eredi alla morte del richiedente o, diversamente, avviene con la vendita dell’immobile stesso e la riscossione del dovuto da parte dell’ente finanziario.