Ottenere un prestito è relativamente semplice; spuntare le condizioni di contratto migliori, però, può non esserlo altrettanto. Quando si negoziano le condizioni dei prestiti, bisogna sempre tenere a mente l’interlocutore al quale ci si rivolge, sia esso una banca piuttosto che un ente finanziario, o ancora un’agenzia attiva su canali tradizionali o esclusivamente via web. In genere, le condizioni migliori si possono ottenere rivolgendosi a banche o istituti di credito presso i quali si ha già un consolidato rapporto di clientela. Non soltanto tasso annuo nominale (Tan) e tasso annuo effettivo globale (Taeg): le condizioni di un prestito includono anche e soprattutto l’ammontare dello stesso, le modalità di rimborso, la durata del pagamento e la cadenza e l’importo delle rate, nonché le garanzie richieste. In molti casi, le condizioni sono tutt’altro che flessibili o negoziabili; nondimeno, esse variano considerevolmente a seconda della forma di prestito cui si ricorre e delle condizioni economiche e del richiedente. In linea di massima, i lavoratori dipendenti con un contratto a tempo indeterminato e una buona posizione creditizia (ovvero, che non risultino nel Registro informatico dei protesti quali cattivi pagatori) possono spuntare le condizioni migliori. In altri casi ancora, esistono norme ben precise, fissate da leggi statali o comunitarie, che stabiliscono alcuni limiti alle condizioni imponibili da banche ed enti finanziari per l’accesso al credito: è il caso, ad esempio, di quanto avviene per prestiti d’onore o dei prestiti agevolati. Ma anche il rilevamento di un tasso di usura massimo da parte di Banca d’Italia costituisce un importante limite alle condizioni che gli enti finanziari possono e non possono imporre, ed è volto a tutelare privati e imprese.